La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) è una tecnologia assistiva che include le strategie e i sistemi di comunicazione atti a supplementare o sostituire la parola o la scrittura al fine di facilitare la comprensione e sostenere la comunicazione in persone che presentano difficoltà nella produzione o nella comprensione del linguaggio parlato o scritto. È aumentativa perché incrementa le possibilità comunicative della persona, alternativa perché utilizza tecniche, modalità e strategie diverse da quelle tradizionali del linguaggio scritto. Per rendere l’informazione codificata in CAA facile da interpretare e da comprendere, è necessario un processo preliminare di semplificazione dei testi (Cfr. [[Linguaggio facile da leggere|Easy-to-read]]) utilizzando parole semplici e di uso comune, e semplificando i contenuti mantenendone la coerenza semantica. Viene quindi aggiunto il supporto di immagini e di etichette. Questi approcci sono utilizzati in vari disturbi o condizioni quali deficit intellettivo, [[autismo]], paralisi cerebrale, e condizioni acquisite come la sclerosi laterale amiotrofica, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson. La CAA viene utilizzata nella pratica clinica per compensare una condizione temporanea o permanente nei disturbi della parola e del linguaggio e/o per fare emergere bisogni comunicativi inespressi. Le strategie della CAA sfruttano tutte le competenze comunicative della persona, incluse le vocalizzazioni, il linguaggio verbale ridotto o approssimato, i gesti, i segni, per definire uno strumento flessibile, dinamico e personalizzato (adeguato alla persona), da utilizzare in tutti i momenti, contesti e luoghi di vita per consentire di comprendere e esprimere i propri bisogni comunicativi. Nella pratica si utilizzano etichette, immagini, pittogrammi, gesti, ausili per la comunicazione (comunicatori) e applicazioni per computer e dispositivi mobili (tablet e cellulari).[^1] [^1]: Marina Buzzi, Alessandra Mezzelani, [[Manuale di progettazione per l’accessibilità e la fruizione ampliata del patrimonio culturale. Dai funzionamenti della persona ai funzionamenti dei luoghi della cultura]], pagina 290